Il ministro Mussi alla domanda: " ma lei cosa ha fatto in questo anno e mezzo al ministero?", ha risposto più o meno così "ho fatto la rivoluzione"...
Nemmeno Pinocchio
martedì 25 dicembre 2007
Ministro, amministra
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Anonimo
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Etichette: Minus (si legge minus e non mainus), università
martedì 26 giugno 2007
Bologna Process o tre più due
La riforma che ha investito (e svestito) in questi anni gli atenei italiani viene comunemente detta "tre+due". Simili riforme sono state varate in tutta Europa (Svizzera compresa) ove il nome corrente è "Bologna Process". Dapperttutto tranne che Italia.
Sarà un caso?
sabato 23 giugno 2007
lunedì 11 giugno 2007
venerdì 8 giugno 2007
Maddie a disparu
Maddie a disparu .
Agée à peine de 3 ans , disparue de sa chambre (Praia da Luz - Algarve -Portugal )
S'il vous plaît, transmettez ces photos au plus grand nombre de personnes de par l'Europe. AIDEZ-NOUS !!! Faites comme si c'était votre soeur, votre fille. S'IL VOUS PLAIT!
Cela nous donnera un espoir en plus si quelqu'un le reconnaît. MERCI
www.findmadeleine.com
sabato 2 giugno 2007
Stefano Allievi e la liberta' d’espressione
L'italia non finirà mai di stupirmi, ovviamente in negativo. Mentre Santoro inscena il suo pessimo e costoso teatrino (aiutato in questo dal becerume dilagante a destra) altre notizie ben più importanti e altri fatti passano sotto silenzio.
Stefano Allievi, professore di sociologia, studioso ed esperto di islam, è stato condannato per diffamazione aggravata a mezzo stampa (sei mesi, oltre a una pena pecuniaria di tremila euro) su querela di Adel Smith, controverso esponente islamico, noto per le sue opinioni radicali (notissima la sua polemica contro il crocefisso), in seguito alle opinioni espresse su Smith all’interno del libro Islam italiano (Einaudi). La condanna è tanto più sorprendente se si pensa alla biografia del professor Allievi, che più volte si è speso nel voler garantire libertà di parola e di espressione proprio ai musulmani, alla cui conoscenza e comprensione ha dedicato oltre quindici anni di studi.
Riporto una lettera aperta del Professor Stefano Allievi.
Cari amici e care amiche,
coloro che sanno già della vicenda in cui sono coinvolto, troveranno ulteriori informazioni nel sito http://213.215.194.151/petition_allievi (un link è reperibile anche nella home page del Dipartimento di Sociologia dell’Università di Padova: www.sociologia.unipd.it ) con la possibilità di fare qualcosa di molto concreto per aiutarmi. Coloro che ancora non lo sanno, troveranno nello stesso sito le informazioni del caso. Riporto qui comunque, per comodità, alcune informazioni. Sono stato condannato per diffamazione aggravata a mezzo stampa (sei mesi, oltre a una pena pecuniaria di tremila euro), su querela di Adel Smith. Chi lo conosce, sa già di chi parlo. Chi ancora non lo conosce, è sufficiente che digiti il suo nome e cognome su Google, e troverà le informazioni del caso, nonché prese di posizione molto più dure delle mie, in materia.
Considero questa sentenza come diffamatoria della mia intera attività di studioso, sempre attento a cercare di capire la realtà islamica in Italia e in Europa. Ma essa è anche più grave in termini di principio: vengo condannato per delle opinioni, espresse all'interno di un libro serio, pubblicato da un editore serio, che seriamente cerca di descrivere il mondo islamico italiano, all'interno di una attività di oltre tre lustri dedicata allo stesso tema e con il medesimo impegno. Credo si tratti di un precedente gravissimo proprio sul piano dei principi, che mette in causa la libertà di ricerca accademica e di manifestazione delle proprie opinioni, incluso il diritto di critica, e si configura come un pesante atto di censura, anche preventiva, per coloro che ancora vorranno occuparsi liberamente di questi temi, di cui già oggi è così difficile trattare serenamente. Naturalmente, d'accordo con i miei avvocati e con l'editore, ricorrerò in appello, per una sentenza di cui attendo con ansia di leggere le motivazioni, per conoscere le quali dovrò purtroppo attendere i canonici tempi burocratici. E l'indulto approvato nel frattempo, tra il momento in cui avrei commesso il reato e la decisione del giudice, mi garantirà di non dover fare realmente l'esperienza del carcere. L'essere incensurato, oltre che motivo di onore, è per me oggi una garanzia ulteriore. Ma il precedente, appunto, è grave.
Vari casi, all'attenzione della pubblica opinione in questo periodo, mostrano come sia oggi diventato sempre più difficile fare ricerca e prendere posizione su tematiche religiose. E la fatica è tanto maggiore quando si tratta di islam. Per quel che mi riguarda, da sponda opposta, ho dovuto subire minacce di gruppuscoli di estrema destra solo per aver invitato un noto intellettuale musulmano a parlare nella mia università. E le posizioni mie e di molti colleghi sono oggetto occasionale di malevole e male informate attenzioni giornalistiche, solo perché non cavalcano il senso comune o non sottoscrivono l'opinione interessata di alcuni opinion leaders. Chiedo a tutti voi, se lo condividete, di firmare l'appello che trovate sul sito, e di diffonderlo tra quanti potrebbero essere interessati, in Italia e fuori d'Italia, giacchè il problema si pone anche altrove, in Europa e non solo. Chiedo anche, a chi può, di prendere posizione anche con lettere e dichiarazioni, che saranno pubblicate sul sito. Intanto, non mi resta che ringraziarvi per l'attenzione dedicatami.
venerdì 1 giugno 2007
mercoledì 30 maggio 2007
Caro Bersani, liberalizza anche i naturalisti!
Egregio dottor Bersani,
in riferimento al cosiddetto "secondo pacchetto" di liberalizzazioni da Lei promosso ed in particolare al punto sotto riportato che tratta dell'accesso all'attività di guida turistica siamo a richiedere una delucidazione in merito al trattamento della figura di guida o accompagnatore naturalistico che attualmente in molte provincie viene regolato secondo le stesse modalità della guida turistica, tramite cioè il superamento di un esame abilitante che in alcuni casi tratta sia degli aspetti storici-culturali sia di quelli naturalistici.
In virtù di questa analogia nasce perciò il dubbio se quanto previsto per l'accesso all'attività di guida turistica per i soggetti titolari di laurea in lettere con indirizzo in storia dell'arte o archeologia o titolo equipollente possa essere contemplato, per quanto riguarda l'attività di guida naturalistica, per i soggetti titolari di laurea in scienze naturali o titolo equipollente, considerando che le conoscenze apprese negli anni di università possono essere considerate più che sufficienti per la corretta interpretazione e illustrazione del territorio nei sui aspetti naturalistici e ambientali e che il lavoro di guida o accompagnatore non possa essere differenziato in modo così notevole tra l'aspetto umanistico e quello naturalistico del far conoscere a terzi le caratteristiche del nostro Paese.
[...]
4. Le attività di guida turistica e accompagnatore turistico, come disciplinate dall'articolo 7 della legge 29 marzo 2001, n. 135, e successive modificazioni, non possono essere subordinate all'obbligo di autorizzazioni preventive, al rispetto di parametri numerici e a requisiti di residenza, fermo restando il possesso dei requisiti di qualificazione professionale secondo la normativa di cui alla citata legge n. 135 del 2001. Ai soggetti titolari di laurea in lettere con indirizzo in storia dell'arte o in archeologia o titolo equipollente, l'esercizio dell'attività di guida turistica o accompagnatore turistico non può essere negato, né subordinato allo svolgimento dell'esame abilitante di cui alla citata legge n. 135 del 2001 o di altre prove selettive, restando consentita la verifica delle conoscenze linguistiche soltanto quando le stesse non siano state oggetto del corso di studi.
[...]
distinti saluti,
(Nome e Cognome, ev. Professione e Organizzazione)
domenica 27 maggio 2007
Sex crimes and the Vatican
In Italia il documentario della BBC sta creando abbastanza rumore, soprattutto visto che sta sparendo da tutti i siti. Ennesima dimostrazione dell'imbarazzante situazione del paese.
I ragazzi di Inblostro, il blog di Inchiostro, il giornale degli studenti dell'Università di Pavia, hanno coraggisamente messo il video sul loro blog.
Potete vederlo qui.
E qui potete vedere come i censorsi stiano combattendo una battaglia già persa. Chapeau.



















